Caserma "Aldo Beltricco" - Dronero (CN)


Costruita nella seconda metà dell' Ottocento, sul lato ovest della "Piazza delle Bestie", (oggi, Piazza XX Settembre).
Nel 1878, fu sede della 10^ compagnia del III° battaglione alpini, successivamente, sede estiva del comando battaglione alpini “Val Maira” del 3° Rgt. Alpini (poi, del 2° Alp.), due compagnie, la 20^ e 21^,  vi erano acquartierate in sede stanziale.
Nel 1885, diviene sede stanziale del “Val Maira”, dal 1887 diviene Btg. “Dronero”.
Il 16 giugno 1929, la caserma di Piazza Vittorio Emanuele III° (già: Piazza delle Bestie), fu dedicata ad “Aldo Beltricco”.
Fra le due guerre mondiali, gli acquartieramenti militari erano in grado di ospitare 1700 uomini e 270 quadrupedi. Oltre ai locali per la truppa, vi erano: 8 locali per uffici, 8 locali per magazzini, 70 alloggi per gli ufficiali.
Dopo l’armistizio del settembre 1943, la caserma fu depredata di armi e mezzi da parte dei partigiani, successivamente diviene sede di reparti della Werhmacht e della R.S.I., lì dislocati per contrastare i partigiani della 103^ brigata “Garibaldi”, operante in Val Maira.
Venne bombardata durante le nove incursioni aeree che si susseguirono su Dronero dal 12 febbraio al 6 marzo 1945.
Demolita nella primavera del 1988, al suo posto è stato edificato un comprensorio scolastico.

Negli anni 1939-1940 all'uscita di Dronero, al confine con Roccabruna, vennero costruite le "Casermette", dove vennero collocati i magazzini del IV° sottosettore GaF ed acquartieramenti di reparti misti del genio e mitraglieri.
Dopo l’armistizio del settembre 1943, divenne sede di reparti della Werhmacht e della R.S.I..
Nel 1946, con il trasferimento degli alpini dalla vecchia caserma, distrutta, le “Casermette” vennero intitolate ad “Aldo Beltricco”,divenendo sede di C.A.R. per il 4° Alpini battaglione "Saluzzo".
Dal 1968 al 1991, è stata sede la 21^ compagnia del battaglione “Saluzzo”, successivamente, passata al comune, è diventata sede dell’ Istituto Alberghiero “G. Donadio”, dell' Associazione ”Espaci Occitan” e del Corpo Forestale.

Capitano Aldo Beltricco 
San Damiano Macra (CN), 9 luglio 1892 – Monte Pasubio, 10 settembre 1916.                           
Figlio di Carlo da Demonte (CN), medico condotto, e di Bernardi Amalia da San Damiano Macra (CN). Aldo è il secondogenito di sei fratelli (quattro morirono a meno di due anni d'età). Anni dopo la famiglia si trasferisce a Dronero dove Aldo frequenta le Scuole Elementari e Medie Inferiori. Poi prosegue gli studi a Carmagnola (TO) e a Savigliano (CN) dove nel 1911 consegue la licenza liceale. Nell'autunno entra nella Accademia Militare di Modena e diventa ufficiale degli Alpini.Allo scoppio della Grande Guerra, nell'agosto del 1914 è sottotenente nel battaglione “Ceva” del  1°  Alpini. Trascorre i primi mesi di guerra in Carnia, poi nella Conca di Plezzo dove è promosso tenente e quindi capitano a soli 24 anni.Viene trasferito al 5° Reggimento di Fanteria della Brigata “Aosta”. Nel luglio del 1916 ritorna tra gli alpini al 4° Reggimento, come comandante della 41^ compagnia del  battaglione “Aosta” al comando del maggiore Ernesto Testa Fochi.Il battaglione si trasferisce sul Monte Pasubio dove il 9 settembre 1916 viene raggiunto dall'ordine di conquistare le posizioni austriache. La 41^ compagnia deve muoversi per prima ad aprire il varco. Il 10 settembre 1916 parte l’azione diretta contro le truppe austriache; il capitano Beltricco e i suoi uomini sono sul Coston di Lora: egli muore nel pomeriggio, al terzo assalto di prima linea, dopo aver aperto una breccia nei campi reticolati del nemico. In quel solo giorno il battaglione “Aosta” attaccò con 300 uomini; i superstiti furono 28.
Il cappellano del battaglione “Aosta”, don Nervo, testimonierà che alcuni soldati in perlustrazione nelle basse linee del Roite avevano ritrovato la tomba di Aldo Beltricco in un cimitero austriaco, vicino ad una fontana: su una croce in legno era scritto il suo nome.
Esumato negli anni '20 dal cimitero militare in quota è sepolto con altri 5.145 caduti nell'Ossario del Pasubio.
Ad Aldo Beltricco venne intitolato un ricovero sul Monte Pasubio, un padiglione della caserma “Testa Fochi” di Aosta.
Il 20 ottobre 1918 gli viene dedicata una via a San Damiano Macra.
Il 4 novembre 2006, a 90 anni dalla morte, gli viene intitolata una piazzetta a Dronero prospicente Piazza XX Settembre, dove un tempo sorgeva la Caserma a lui dedicata.
Il suo ritratto con la motivazione della medaglia d'oro è custodita nel salone consiliare del Municipio di Dronero.

 

 

Motivazione Medaglia d'Oro al Valor Militare:                                                          
“Con indomito coraggio, in testa alla propria compagnia, sotto un fuoco violentissimo di mitragliatrici ed artiglierie nemiche, si portava presso le trincee avversarie. Magnifico esempio di eroismo, al grido di « Savoia » si slanciava per tre volte successive coi propri uomini all'assalto e raggiunto il reticolato, si apriva un varco, quindi si spingeva con pochi superstiti sul ciglio della trincea avversaria, ove colpito a morte, perdeva gloriosamente la vita”                                                                               
Coston di Lora (Monte Pasubio), 10 settembre 1916 .

Integrazione inviataci da Giamberto Garbin:

Su tutti i libri che ricordano il Pasubio ,il Cap. Beltricco viene riportato come sepolto nell’Ossario sul Colle di Bellavista del Monte Pasubio. Purtroppo questo non è vero.

Tutto ha inizio nell’anno 2005 quando vengo a contatto con degli alpini di San Damiano Macra e parlando di tutto un po’ mi dicono che stanno organizzando una cerimonia per ricordare il 90° della morte di Beltricco e mi chiedono se posso aiutarli con qualche foto del luogo dove è sepolto.
Mi metto subito al lavoro e salgo all’Ossario (18 Km. da casa mia) e vado alla ricerca per fare delle foto. Con grande stupore mi trovo che il Cap. Beltricco non è riportato nella Cripta dei medagliati né tra i caduti nelle loro cellette e tantomeno tra i dispersi. Vado a consultare il registro Ufficiale e anche lì nessuna menzione.
Chiedo, allora, all’amico Gianni Periz, Segretario dell’Associazione 3 Novembre 1918, che gestisce l’Ossario come possa esserci questa mancanza. Sia lui che il Gen. Innecco, presidente dell’Associazione, rimangono stupiti. Caso vuole che dopo pochi giorni si devono recare a Roma all’Onor Caduti e cercheranno spiegazioni. Da Roma mi chiamano e mi dicono che nei documenti depositati nei loro Uffici dovrebbe essere sepolto nella celletta n° 37. Salgo all’Ossario, ma in quella celletta vi è un soldato, ma non Beltricco.
Nel contempo chiedo l’aiuto ad amici studiosi del Pasubio che giungono a questa osservazione.
Beltricco viene sì sepolto in un cimitero austriaco ma lo stesso cimitero venne a sua volta in un grande bombardamento distrutto e tutto disperso. Non si è mai saputo dove si trovava esattamente il luogo del cimitero.

Il Cap. Aldo Beltricco è quindi disperso. Forse mani pietose negli anni potranno anche averne raccolto parte di ossa e depositate, come viene fatto da tutti, in luogo comune. Forse riposerà ancora sul Pasubio.

Ho chiesto a Periz e al Gen. Innecco cosa si poteva fare per ricordare con una lapide il Cap. Beltricco.
Dopo due anni siamo riusciti avere l’autorizzazione affinché anche il nome del Cap. Beltricco sia scritto tra i medagliati.
Il 24 giugno 2007, durante la cerimonia che annualmente si tiene all’Ossario, alla presenza dei Sindaci dei Comuni che gestiscono l’Ossario ,dei Sindaci di Dronero e di San Damiano Macra (CN) c’è stato lo scoprimento della lapide.
Il giorno prima, coinvolgendo il Gruppo ANA di Schio, ho portato le rappresentanze di Dronero e San Damiano Macra sul Cosmagnon e lì è stata posata una targa a ricordo.


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